F.e.r.v.e.t. S.p.A. Costruzione ristrutturazione, riparazione e revisione veicoli ferroviari.
 

Da gli anni 90 ad oggi

Il rilancio dello stabilimento di Castelfranco Veneto

Considerato nel 1987 come “il più grosso della società sia come superficie, sia come numero di addetti, sia come importanza economica”, oltre che come “il più versatile ed il più eclettico”, lo stabilimento di Castelfranco si era negli ultimi decenni specializzato “in carrozze viaggiatori, elettromotrici e locomotori (con esclusione quindi dei carri merci), sia per grandi riparazioni sia per ristrutturazione”, sviluppando un’attività che potremmo considerare “di grosso artigianato, con assoluta prevalenza di mano d’opera ed altissimo valore aggiunto”. Dal 1 luglio 1997 esso ha raccolto l’eredità delle altre officine, realizzando in breve tempo quella inversione di tendenza, che ha consentito alla Società di superare la crisi del decennio precedente. L’obiettivo fu centrato non tanto attraverso una “riconversione completa” – giudicata sia “tecnicamente” che “economicamente” impraticabile – quanto invece adeguando il settore della riparazione, sviluppando quello “della costruzione” ed intervenendo “sul mercato estero”, previo un potenziamento delle “attività di ricerca in atto”.

La sospirata svolta fu realizzata nel corso dell’esercizio 1998 e il 6 maggio 1999 il presidente De Beni era “lieto di comunicare” ai “signori azionisti” che “il lungo periodo di difficoltà che ha caratterizzato la vita della nostra Società negli scorsi anni” poteva dirsi “superato”, in quanto “l’anno 1998 si chiude con un risultato positivo e, quello che più conta, con buone prospettive di lavoro a tutto l‘anno 2000”.

Tre anni dopo, nel corso di uno dei periodici incontri con i rappresentanti dei sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil, lo stesso presidente poteva affermare che “negli ultimi tre anni” era “sensibilmente aumentato, rispetto al triennio precedente, il volume complessivo delle commesse acquisite” e che si prevedeva “che diventi predominante, nel prossimo futuro, la richiesta di riparazione e ristrutturazione di elettrotreni”. Ovviamente le Ferrovie dello Stato continuavano a rimanere “di gran lunga il cliente principale”, ma nel frattempo i rapporti di collaborazione con le “più piccole ferrovie” italiane in concessione si erano fatti più promettenti.

In effetti, individuata nella revisione e nella ristrutturazione di elettrotreni una nicchia di mercato promettente, perché a bassa concorrenza, a partire dal 2000 la FERVET si è progressivamente specializzata in questo settore, adeguando la propria organizzazione interna alle specifiche esigenze di un prodotto di crescente richiesta. E così ha acquisito via via commesse di elettrotreni da Trenitalia, Ferrovie Nord Milano, Ferrovia Alifana-Benevento-Napoli (ora MetroCampania NordEst), Ferrovia Adriatico Sangritana, Ferrovie del Gargano, ACTM di Modena, La Ferroviaria Italiana, Ferrovie Emilia Romagna, ecc.

Per andare incontro alla esigenze dei clienti che avevano la necessità di realizzare carrozze speciali appoggiandosi ad aziende in grado di fornire anche un valido supporto tecnico, Fervet si è occupata pure della realizzazione di carrozze speciali quali la “Pizza Express”, carrozza dotate di tutto l’occorrente per produrre pizza da asporto; oppure quelle utilizzate da RFI per misurazioni sulla rete nascono così la “Oscillografica” e la “Frenografica”. Sempre per RFI Fervet si è occupata della trasformazione di elettrotreni per la sperimentazione di apparati quali l’SCMT (Sistemi di Controllo Marcia Treno), che stanno contribuendo a migliorare la sicurezza del trasporto ferroviario o quella dell’ETR Y 500 che serve a testare il sistema alta velocità.

Ovviamente il core business della FERVET continua a rimanere quello della lavorazione delle carrozze, con interventi che vanno dalle manutenzioni cicliche, alle riparazioni e alle ristrutturazioni, del tipo di quella avvenuta per il Giubileo del 2000. In questo tradizione si inseriscono anche la ristrutturazione dei treni Eurostar (ETR 500) riproposti con la livrea del Brand AV (disegnata da Giuggiaro). Per l’occasione, preso atto delle esigenze di Trenitalia, le lavorazioni sono state svolte dalle nostre maestranze presso l’officina Trenitalia di Vicenza.

 

Nel 2002, per “offrire ai mercati nazionali e internazionali prodotti e servizi tecnologicamente adeguati alla complessità della mobilità moderna”, ma anche “rispettosi dell’ambiente” e “riconoscibili per carattere, stile e design italiani”, la FERVET Spa ha costituito con la ditta MAGLIOLA ANTONIO & FIGLI Spa di Santhià (VC)  il “Consorzio CORIFER”, al quale hanno successivamente aderito anche le OFFICINE FERROVIARIE VERONESI Spa e la RSI ITALIA Spa.

Grazie alla creazione di questo consorzio è stato possibile acquisire commesse importanti, quali la ristrutturazione di 901 carrozze per treni Intercity, e puntare poi alla diversificazione della produzione, riaffacciandosi al mercato della costruzione. Era dagli anni ’80 quando aveva costruito qualche decina di carrozze tipo “Medie Distanze”, che la FERVET non si era più dedicata alla costruzione. È nato così il treno Vivalto, composto da carrozze rimorchiate e semipilota di progettazione e costruzione del consorzio CORIFER e da locomotori tipo 464 di produzione Bombardier, le cui caratteristiche sono state riassunte in questi termini dal Il Sole 24 del 27 maggio 2005:

Innovazione, confort, praticità e ricerca stilistica sono i punti di forza di questo nuovo modello di carrozze. Vi sono installate porte ampie concepite per consentire ai passeggeri un accesso più comodo sicuro e veloce, prese elettriche per l'alimentazione di computer e telefoni cellulari. Le vetture semipilota, pensate pure per le famiglie, sono arredate anche con divanetti e panche per i bambini, dispongono inoltre di un’area multifunzionale adatta al trasporto di biciclette, sci e bagagli voluminosi. Forte l’attenzione anche verso i passeggeri diversamente abili. Le nuove carrozze sono infatti dotate di un particolare sistema di elevazione bilaterale che agevola l’accesso delle sedie a rotelle e prevedono un sistema di ancoraggio durante il viaggio.

 

Oggi lo stabilimento Fervet di Castelfranco Veneto si estende su “una superficie di 95.000 mq” e risulta “modernamente attrezzato con avanzati macchinari e strumenti”, idonei a “garantire la qualità e la sicurezza” dei suoi prodotti. Vi trovano lavoro “circa 300 addetti specializzati in diversi settori”, dalla cui attività l’azienda realizza “un volume di affari annuale di circa 60 milioni di euro”.

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In movimento da oltre cent'anni. Fervet in 100 anni di storia 1908-2009. Una storia che ha un futuro.

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